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del mondo moderno
POLITICA
13 novembre 2012
SCONTRO tra leaders, ma non troppo!

Candidati alle primarie centro sinistra.

Sarebbe stato utile approfondire alcuni temi, ma la trasmissione proseguiva per spot. In perfetto American style.

E così contrariamente a commenti e pagelle varie, di firme importanti del giornalismo e del marketing, elimino in pieno stile X factor / isola dei famosi Vendola e Renzi.

Troppa utopia per il primo, troppo sbruffone e «pallonaro» il secondo.

Forse, troppo idealismo in Vendola, allo sbaraglio Renzi, continuatore a tratti del «ghe pensi mi» di arcoriana memoria.

Troppo buonismo e piacioneria per entrambi.

Del resto rappresentavano gli estremi opposti.

Non capisco come si possa dare credito ad affermazioni palesemente irrealizzabili, e non capisco come per molti Vendola e Renzi siano stati i migliori, quelli che hanno «bucato» lo schermo.

Troppa teoria, infatti, per i due, forse anche filosofia.

Che per carità serve, anzi è la base, su cui costruire però concretezza, realtà e soprattutto fattibilità.


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11 marzo 2012
Il sig. Angelino... fa ridere i polli!
Il sig. Angelino Alfano fà il duro con Monti e detta le priorità del partito. Non partecipa ad incontri con altri segretari di partito poichè non intende affrontare temi delicati che teme possano discutersi in quella sede, per esempio la giustizia e l'emergenza corruzione.
Poi rilancia al congressino PdL, dicendine delle belle.
Ma è possibile che non si renda conto che il degrado morale e civile del paese è soprattutto, ma non solo, colpa loro e dei loro governi che hanno legiferato insieme ad un parlamento immorale e che che se ne dica senza un diretto consenso popolare elettore-parlamentare? Visto che le liste erano calate dall'alto e quindi come ogni altra cosa in questo paese, erano liste di raccomandati!
PARLAMENTARI e RACCOMANDATI, in mano a chi li aveva designati quindi PARLAMENTO NON LIBERO!


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POLITICA
19 gennaio 2012
Le liberalizzazioni del sig. Bonaventura

Chi non ricorda le avventure del signor Bonaventura, «strampalato eroe di gaie avventure che lo vedevano quasi sempre squattrinato all'inizio e milionario alla fine».

Ebbene, mi pare che le tanto decantate liberalizzazioni, che i politici invocano e che i tecnici intendono fare, almeno a parole, possano concludersi con un nulla di fatto o addirittura possano dimostrarsi alla fine inutili se non addirittura strampalate a tal punto da non apportare alcun beneficio alla collettività.

«La liberalizzazione  è un processo legislativo che consiste, generalmente, nella riduzione di restrizioni precedentemente esistenti. Più semplicemente, adeguarsi ai principi del liberalismo economico o a esigenze di libera scelta o di autonomia. Tipicamente, ci si riferisce alla liberalizzazione economica, specialmente alla liberalizzazione del commercio e del mercato, del capitale o del lavoro».

Anche in campi non specificatamente economici, ad esempio in quello delle politiche sociali si parla di liberalizzazione intendendo con ciò provvedimenti di alleggerimento delle relative legislazioni.

Il termine “liberalizzazione“ non coincide necessariamente con quello di privatizzazione. Quest’ultima è infatti quel processo economico con il quale la proprietà, di un ente o di qualsivoglia struttura che fornisce un servizio o anche dei beni, passa da un soggetto di natura pubblica (statale, regionale, provinciale, comunale) ad uno di natura privato. Insomma se lo stato decide di privatizzare le fabbriche di sigarette (monopolio statale del tabacco) vendendole ad un privato è una cosa. Se liberalizza il settore permettendo a chiunque di produrre in Italia sigarette è un altro.

Ecco allora che la prima cosa da fare in un processo di liberalizzazione, che non è semplicemente privatizzazione, è verificare i settori in cui esso si vuole applicare. Verificare significa innanzitutto avere dati reali quantitativi e qualitativi dello specifico settore. Riferire di eventuali vincoli in ingresso, vincoli che, se forti, privilegiano gli operatori esistenti a danno dei fruitori normalmente cittadini. Simulare i benefici dei cittadini dopo la liberalizzazione.

Liberalizzare quindi significa far aumentare l’offerta attraverso un più facile ingresso di operatori in quel settore, parcellizzare gli offerenti in maniera tale che la liberalizzazione consista in un reale aumento di tali operatori. Può capitare infatti che società o grandi gruppi acquisiscano altri gruppi o singole attività rimanendo di fatto monopolisti o oligopolisti e non trasferendo alcun vantaggio (economico e non) ai cittadini fruitori. Una prova ne è il moltiplicarsi di centri commerciali insistenti sulla stessa area. Normalmente la maggior parte dei negozi presenti è in franchising. Peccato però che spessissimo tutti i negozi della provincia di una determinata insegna siano detenuti dallo stesso imprenditore locale e che quindi tra un centro commerciale ed un altro le merci con quel marchio abbiano lo stesso prezzo al pubblico.

È necessario sottolineare che il settore del commercio è stato quello che fino ad oggi è stato liberalizzati di più. Le liberalizzazioni pertanto devono toccare settori ben più protetti. Banche, energia, concessioni statali, professioni, farmacie, e molto altro ancora.

Vorrei soffermarmi su due settori.

Farmacie. Credete che il farmacista di oggi sia quello che decenni fa mixava i componenti base (chimici) per realizzare una medicina? Direi di no. Oggi la sua attività si è di gran lunga avvicinata a quella di un commerciante, pur rimanendo essenziale il suo consiglio medico (che comunque non da a tutti i clienti della sua farmacia) e questo è visibile osservando la merce esposta. Pastina, biscottini, calze e scarpe ortopediche(?) assorbenti, caramelline, occhiali e quant’altro.

Ed allora siamo seri qui non si tratta di passare i farmaci con ricetta alle parafarmacie o alla grande distribuzione. Diciamo le cose come stanno. Non è realistico pensare che la nuova apertura di una farmacia debba sottostare a criteri obsoleti legati al rapporto numerico della popolazione di una determinata zona. Perché è come dire che le garantiamo un piccolo monopolio di zona. Ed ancora che senso ha assegnare la licenza (che termine obsoleto) ad un farmacista in persona. La farmacia dovrebbe poter essere costituita anche in forma societaria senza farmacisti nella proprietà, ma con l’obbligo naturalmente della presenza e della responsabilità medica di uno o più farmacisti in negozio. Questa sarebbe una liberalizzazione.

Le professioni. Avvocato, architetto, commercialista, etc. Ma che interesse hanno gli appartenenti a questi ordini (unici) a far entrare altri soggetti a svolgere la loro professione. Sarebbe necessario liberalizzare l’ingresso dei giovani laureati (purché l’università sia seria come quella anti riforma che ha visto nascere le cosiddette lauree brevi e soprattutto lauree di tutti i tipi) attraverso un tirocinio reale e l’ingresso in studi associasti obbligatori prima e possibilità dopo un certo numero di anni di creare studio a se. Liberalizzare gli ordini significherebbe eliminazione dell’ordine unico in favore di libere associazioni di professionisti su base non territoriale, con regole deontologiche valide per tutti ma con capacità di organizzazione e sviluppo differenti. Questa sarebbe una vera liberalizzazione altro che eliminazione delle tariffe minime, eliminazione peraltro virtuale poiché già di fatto esistono professionisti che non rispettano i tariffari.

Ed allora che stiamo qui a parlare di liberalizzazioni se non ci intendiamo neanche sui termini, sulle parole. Almeno per quanto riguarda i settori più duri e più difficili da scalfire, perché quando parliamo di taxi e giornalai liberalizzazione significa proprio aumentare sia gli uni che gli altri o vendere i giornali al supermercato cosa peraltro già esistente. Ma vi immaginate la mattina il vecchietto o lo studente andare al centro commerciale fuori città per il giornale. Suvvia siamo seri, vendere i giornali negli ipermercati non potrà mai significare diminuire il prezzo del giornale quindi non frega proprio a nessuno trovarli al centro commerciale. Anche perché anche nel centro commerciale c’è già il negozio del giornalaio.

Ed allora non parliamo di stupidaggini e siamo seri cari professori del governo.

note: «» da wikipedia
POLITICA
16 dicembre 2011
Monti Monti ma perchè non fai .....

Liberalizzazioni obbligatorie che Monti dovrebbe fare:


Ordini professionali:

1)    -  libero accesso, dopo un periodo di tirocinio reale, alla professione

2)     -  eliminazione dell’ordine unico a favore di libere associazioni

3)     -  abolizione tariffe minime

4)     -  pubblicità possibili


NOTAI:

1)     - eliminazione del ricorso al notaio su più atti possibili.


Banche:

1)    - eliminazione della possibilità di modifiche unilaterali da parte delle banche.

2)    -  Crescita e diminuzione dei tassi sia debitori che creditori.

3)    -  Eliminazione di qualsiasi commissione superiore a euro 1

4)    -  Eliminazioni di qualsiasi tipo di balzelli in caso di scopertura.

5)    -  Trasferimenti mutui più facili, estinzione ipoteca automatica senza costi o incombenze varie, applicazione di metodi di ammortamenti + convenienti al mutuatario.


Farmacie:

1)    -  libera vendita di farmaci nei supermercati, parafarmacie, sanitari in genere con l’obbligo di un farmacista, in negozio.

2)    -  Via ai limiti di localizzazione tra farmacie parafarmacie etc. Come per tutti le attività commerciali.


Uffici fotocopia:

1)    -  Eliminazione degli uffici fotocopie ad esempio ACI e/o motorizzazione civile


 Assicurazioni ed investimenti:

1)     - Nascita reale e non solo sulla carta di agenti di assicurazione plurimandatari e di consulenti finanziari autonomi cioè non legati a società bancarie, finanziarie, fondi, etc etc. Consulenti nel vero senso della parola e non semplici venditori. Guadagni dei consulenti indipendenti legati solo in parte alla consulenza ma legati prevalentemente sulle percentuali di guadagno dei clienti/risparmiatori/investitori nell’ambito degli investimenti fatti.


Legale:

1)     - Obbligo di attuazione del divorzio consensuale senza avvocati.

2)     - Libertà di scelta di non essere difeso da alcun avvocato.

3)     -  Obbligo del tentativo di mediazione prima di ricorrere al tribunale presso enti di mediazione

4)      - Obbligo per gli enti di mediazione di utilizzare i mediatori da loro formati (o anche non formati da loro stessi) con criteri trasparenti, così da stroncare il business dei corsi per mediatori.


Altri provvedimenti:

Pubblica amministrazione:

1)      - Obbligo di espletare, per qualsiasi spesa/servizio da effettuare da parte della pubblica amministrazione, gare ad offerte concorrenti.

2)      - Possibilità di procedure d’urgenza, per ridurre i tempi di gara. Gare che sempre devono essere poste in essere.

3)      - Divieto di assegnazione di fondi discrezionalmente da parte di politici o amministrazioni pubbliche. Il politico e la pubblica amministrazione stabiliscono il servizio necessario da espletare e tramite gara si assegna l’importo per la sua realizzazione.

-     - Divieto di nomina diretta da parte della politica e dei politici di amministratori di enti e azienda pubbliche e/o para-pseudo-pubbliche. Anche qui si mette a bando la professionalità, si verificano le competenze e si assegnano compiti ed obiettivi.


SS

      Scuola ed Università:

      - Abolizione diplomifici e laurifici, con conseguente riqualificazione dei corsi di studio (maggiore severità agli esami).

      - Specificazione nel titolo di dottore dei laureati triennali in modo da poterli distinguere da quelli vecchio ordinamento o specialistica.


- Se il caso (ma mi pare che in Italia non sia il il caso, visto l'andamento crescente delle raccomandazioni ed il crescente nepotismo) possiamo discutere dell'abolizione del valore legale del titolo scolastico (almeno oggi se uno non è laureato in legge non potrà mai fare l'avvocato).

- Scuola pubblica finanziata dallo stato. E' pubblica.

- Scuola privata finanziata da privati. E' privata.

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7 giugno 2011
Alfano si cala le braghe....

Gli avvocati affossano la mediazione.

La potente lobby degli avvocati ha costretto il ministro della giustizia Angelino Alfano da Agrigento classe 1970 a calarsi le braghe. Il tema è quello della mediazione civile e commerciale che pur con tutte le critiche avrebbe potuto deviare una massa di ricorsi e cause dal tribunale agli enti di mediazione.

L’italiano, si sa, è per sua natura litigioso, lo è per forma mentis, lo è geneticamente, ma qualcosa poteva iniziare a cambiare. Ogni anno migliaia e migliaia di cause vengono intentate da avvocati temerari (a proposito che fine ha fatto la lite temeraria) intasando i tribunali con cause ridicole, di poco conto e valore, per futili motivi di principio, che spesso si tramutano in cocenti delusioni per gli stessi attori.

Migliaia di persone a fine causa, perdendo o vincendo, affermano: «A se l’avessi saputo, mi sarei accordato per ...» o ancora «A se avessi saputo, non avrei...», e via dicendo.

Gli avvocati dal canto loro assicurano il più delle volte ai propri clienti risultati positivi che in realtà sono irraggiungibili. Ciò perché non hanno e non possono avere assolutamente certezza sul risultato del giudizio.

Ebbene, invece di collaborare al lancio del nuovo istituto, l’ordine ha prima boicottato il ministro, poi ha creato il proprio ente di mediazione (peraltro da localizzare – non senza l’ombra del conflitto d’interessi - all’interno dei tribunali), poi è riuscito a rendere obbligatorio il patrocinio nel ricorso alla mediazione. Insomma il conservatorismo della categoria afferma il proprio potere in parlamento e nella società italiana.

È vero che, con la semplice istituzione della MEDIAZIONE, non sarebbe stato possibile certificare a priori il miglioramento dello status quo. Certo è che in questo modo la mediazione ha ottime possibilità di fallire o rimanere talmente residuale da non contribuire per nulla ai miglioramenti, temporali sperati.

Grazie Ministro (ex)

31 maggio 2011
Provocazioni ... ai leghisti

Questa è una provocazione. Che succederebbe in Italia se tutti la pensassimo così?

Una recente indagine di una nota associazione di consumatori ha stabilito che nella più grande e importante città economica d’Italia, Milano, è possibile prendere più fregature rispetto ad un’altra importante città, Roma, additata da una certa parte politica (e che parte!) come Roma Ladrona, quando si chiede l’intervento di tecnici per riparare il computer.

In realtà estendendo i risultati ad altri campi dell’economia e considerando le cronache provenienti dalla stessa Milano, vedi gli elenchi dei cittadini che esportano danaro in Svizzera creando fondi neri e sottraendo reddito al fisco ultimamente trovate nei pc di banche private, etc etc, direi che è possibile affermare che tutta questa efficienza, tutta questa legalità, tutta questa laboriosità che tipicamente i media (nordisti) ed i luoghi comuni attribuiscono agli abitanti del settentrione non corrisponde a realtà. Anzi ragionando come i leghisti qualcuno potrebbe affermare che son tutti imbroglioni, evasori, poco professionali, truffatori, etc etc.

Del resto si sa ogni mondo è paese, e tutti sono a sud di qualcosa e l’Italia, tutta, si trova a sud di Germania e Europa del Nord, civiltà evolute contrariamente ai dichiarati nostri barbari (?!) e celtici (?!) del nord Italia.




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POLITICA
25 marzo 2011
PIONATI VERGOGNA!

L’intervista fuori onda di Francesco Pionati leader (?!) de l’Adc (alleanza di centro) è vergognosa. Pionati di chiara origine democristiana ex giornalista del Tg1 sicuramente in quota DC (in pratica un raccomandato che ha fatto carriera) dimostra in questa intervista la sua indole, il suo modo di pensare, comune peraltro a molti italiani che grazie alla lega ed ai tipi alla Pionati pensano certe cose sulla gente del sud.

Premesso che non intendo difendere il neo ministro Saverio Romano, distante anni luce dal sottoscritto. Premesso che da siciliano non approvo la sua nomina a ministro, men che meno sol perché siciliano, ritengo le parole di Pionati offensive per tutti i siciliani e italiani onesti. Frasi come: “I siciliani so siciliani”, “Io da Romano non mi ci faccio rappresentare” e “Se vengo al nord con Romano raccogliamo ortaggi”, “noi abbiamo un’immagine di gente perbene”, sono frasi che lanciano discredito su un’intera isola, un intero popolo.

Come dire che i romani son tutti ladri perché troppo legati alla politica (insomma la roma ladrona bossiana), o che la gente del nord sia tutta gente che evade le tasse, porta illecitamente i soldi in svizzera, crea fondi neri alla Antille, paga e chiede tangenti.

Vorrei dire a Pionati VERGOGNA.

Link all'inno dell'allenza (da striscia):

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2011_02_pio1.flv


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POLITICA
18 febbraio 2011
A ciascuno il suo.....

Dopo mesi d’inattività riprendo a scrivere. Vorrei dire due cosine semplici sul caso Ruby e sarò telegrafico. Può il figlio, il cugino, il nonno di un potente chiunque esso sia, presidente di uno stato, primo ministro, attore o artista famoso avere carta bianca in uno stato straniero? Può cioè delinquere rubando, truffando, ammazzando? Perché il presidente del Consiglio Berlusconi ha telefonato in questura per chiederne il rilascio se questa era accusata di furto? Chiunque fosse stata, ha sempre commesso un reato ed una carica istituzionale non può far falere il suo potere per liberarla.

Così oltre alla casta dei politici e ...... dei loro figli, anche i figli stranieri dei capi di stato (dittatori compresi).

L’Italia è proprio un paese di .......

Mi ricordo quando i figli di Dabliu BUSH furono beccati a guidare in stato di ebbrezza e fotografati al momento dell’arresto, finirono su tutti i giornali in tutto il mondo.


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21 novembre 2010
a rieccomi....
Dopo una breve pausa cercherò di riprendere l'abitudine a scrivere.....
A presto



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18 luglio 2010
Lecchinismo spinto...
Vi segnalo due pessimi modi di fare giornalismo:
1. centrali nucleari
2. taglio delle teste.
Qual'è peggio?
Al solo pensiero che queste due "teste pensanti" siano stipendiate dalla rai e quindi dai contribuenti mi vengono i brividi.
Sono comunque loro i primi di una speciale squadra delle "teste stra-pensanti del giornalismo italiano". Ad ogni nuovo servizio tv o articolo che mi colpirà per lecchinismo, fanatismo, opaca oggettività, aggiungerò altri nomi, chiaramente lascerò stare per il momento i soliti noti ovvero le macchiette della TV.
Ma passiamo ai primi due:
1. Aldo Forbice
2. Bruno Vespa

PS: il secondo link èstato modificato dal giornale, cioè non è + quello da me segnalato.

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